Breve storia di Odisseus
-racconto del 30 Aprile, 2001-

Questa è la breve storia di Odisseus, cioè io.
Sono nato e cresciuto a Surefall. Quella piccola valle è sempre stata il mio mondo. La sua pace, la sua bellezza sono sempre stati per me una fonte di felicità. Era il mio mondo, non avevo bisogno d'altro.
Non ho mai conosciuto i miei genitori. In fondo sono figlio di tutti gli abitanti di Surefall. Ma questo nome che mi porto addosso ... da dove è uscito? Cosa vuol dire?
Raggiunta la mia adolescenza, i primi dubbi: cosa c'è oltre Surefall? Dove porta quella buia caverna che i miei compaesani guardano sempre con una strana luce negli occhi? Quanto c'è di vero in quelle storie di strani esseri che ho sentito più volte raccontare a Surefall? Gli gnoll, così li chiamavano, erano proprio lì fuori. E non solo gli gnoll! Si raccontavano storie di scheletri, pipistrelli, serpenti, lupi. Ed ancora storie di terre lontane con creature ancora più strane. E genti civilizzate delle razze più incredibili. E di città piene di vita ... e di morte. E storie di magie, di viaggi, di avventure.
Un giorno la curiosità ha preso il sopravvento. Dovevo vedere. Dovevo vivere anche io il mondo, vivere l'avventura, dare un senso alla mia vita. In quel momento mi stavo accorgendo che Surefall non era più il mio mondo, ma solo le mie radici. Mi sentivo come un albero con le radici saldamente in terra, nella mia terra, ma proiettato verso il cielo.
Una sera, mentre i miei compaesani dormivano, mi son fatto coraggio e mi sono avventurato nella caverna che portava nel mondo esterno.
In quella caverna così buia ... mi sono perso! Quante volte ho provato ad attraversarla e quante volte mi sono ritrovato al punto di partenza. Mi avevano raccontato dell'esistenza di razze in grado di vedere al buio. In quel momento cosa avrei dato per essere uno di loro.
Finalmente, dopo tanti tentativi, eccomi fuori. Com'era vasto quel mondo! Iniziai così a fare la mia esperienza. Volevo diventare un druido. Voglio diventare un bravo druido. Ricordo ancora, nei pressi delle rovine vicino a Surefall, la mia meraviglia nel vedere un albero trasformarsi in uomo. Poi capii che in realtà era vero il contrario. Ed ora sto iniziando a capire l'intimo legame che noi umani abbiamo con gli alberi. In fondo non siamo così diversi.
Tra le tante cose avevo sentito parlare di una grande città, non molto distante dal mio piccolo mondo: Qeynos.
Una volta fuori ho chiesto gentilmente ad una fanciulla di passaggio dove potesse essere questa grande città. Lei stessa mi ha accompagnato. Che meraviglia Qeynos, con i suoi vicoli, i suoi mercanti, il suo porto. E quanta gente!
A Qeynos per la prima volta ho visto il mare. Con navi che partivano ed arrivavano.
Ed a Qeynos ho incontrato per la prima volta un membro della mia gilda: Fortunaaha.
Uno dei primi acquisti fatti a Qeynos è stata una torcia, per poter attraversare il famoso tunnel senza grossi problemi, una canna da pesca, e qualche libro per imparare qualche mestiere.
Ma ben presto la torcia è diventata assolutamente inutile perché una sconosciuta a Surefall mi ha regalato una maschera magica che mi permette di vedere al buio. E' stato uno dei più bei regali che ho ricevuto.
Adesso sto crescendo insieme ai miei compagni che mi dispensano continuamente consigli, mi fanno dei regali e, soprattutto, mi sopportano. Loro sono molto più bravi di me, ma mi fanno sentire importante. Senza di loro sarei perso. Loro sono ... la mia nuova famiglia.

Odisseus on EverQuest, Vallon Zek.

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